The story of stuff: per un futuro sostenibile

Dal blog del mio amico luke, ho scoperto un interessante cortometraggio dal titolo "the story of stuff"(la storia delle cose) che analizza il nostro attuale sistema socio-economico, mettendo in risalto i limiti di questo sistema (sito di riferimento).
Molto probabilmente dedicherò parecchi post sullo "sviluppo sostenibile", magari partendo proprio da questo documentario, analizzando ogni singolo stadio.
Per ora vi lascio ai video (doppiati in italiano) e buone vacanze a tutti. Ci risentiamo a settembre.


Prima parte:


Seconda parte:


Terza parte:


Polo Attivo [http://poloattivo.blogspot.com]





Cosa sono i mutui subprime

I mutui subprime si sono fatti sentire al grande pubblico, quando i media diffusero la notizia nell'agosto 2007.
Sono una determinata categoria di mutui che negli Stati Uniti vengono concessi da società specializzate verso tutti coloro che non possono accedere ad un finanziamento ai tassi di interesse di mercato, perchè hanno tipicamente un basso punteggio di credito (per esempio coloro con condizione lavorativa precaria) e storie creditizie fatte di inadempienze, pignoramenti, fallimenti e ritardi.
All'inizio del XXI secolo si è registrato un aumento di questa tipologia di mutui che dal 2004 e 2006 erano il 21% dei mutui totali contratti.
Questa tipologia di finanziamento è comunque rischiosa sia per i finanziatori che per i debitori: sono necessari alti tassi di interesse per far fronte alla competitività del mercato finanziario fatto anche di investimenti con interessi più bassi ma sicuri. Ad ogni modo è stata una mossa dei gruppi finanziari per accaparrarsi una grossa domanda di richiedenti credito, prima esclusa dal mercato creditizio.

Il credito atteso di questi istituti finanziari è stato poi in parte cartolarizzato: si tratta di obbligazioni vendute direttamente ai clienti o inserite all'interno di portafogli di fondi di investimento. In questo modo le perdite vengono pagate dai risparmiatori: i titoli subprime infatti non sono garantiti dalla propria banca di fiducia, ma dal mutuo a rischio di insolvenza.

A mio avviso l'aumento rapido dei tassi FED (Federal Reserve) a partire dal 2001 (dall'1% al 5,50%), a cui sono legati i mutui subprime, non ha fatto che peggiorare la condizione di insolvenza di mutui già di per sè ad alto rischio. Oltre questo, l'aumento dei tassi disincentiva chi vuole comprare casa con un mutuo (vedasi giorni nostri), quindi il caso suprime scoppia anche in concomitanza a una "crisi del mattone".
Così gli istituti di fronte alle insolvenze dei subprime e in cerca di liquidità, tentano di vendere le case ipotecate, ma l'aumento repentino dell'offerta sul mercato immobiliare in combinazione con sua crisi prima citata, a causato rivendite immobiliari sottocosto, presumo con conseguente vantaggio di coloro (pochi) che hanno la possibilità di spendere grosse somme senza accendere mutui.

La crisi ha coinvolto in parte anche l'Europa attraverso le cartolarizzazioni. In risposta a questo disastro la FED ha dovuto abbassare il costo del denaro, per calmare la crisi. Contemporaneamente, insieme alla BCE, è stata costretta più volte e con urgenza a iniettare nel mercato ingenti quantità di liquidità attraverso pronti contro termine (infatti la curva dei tassi indicava paradossalmente più redditizi i titoli a breve rispetto quelli a lungo termine), per riequilibrare il mercato e evitare ulteriori crolli repentini.

Foto: dramin;

Polo Attivo [http://poloattivo.blogspot.com]





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